Tappa 10 - Chiesa di San Salvatore
A solo 350 m dall’ingresso del castello stava una chiesetta che era probabilmente la chiesa originaria degli abitanti di Talacchio (mentre ricordiamo che quella di S. Michele era quella del castellare). La chiesa è rimasta attiva fino a metà del 1700 circa.
Oggi si può ancora intravvedere la stradina percorsa per andare alle funzioni e per non dimenticare una presenza tanto importante Leonardo Moretti e un gruppo di volontari appassionati del paese hanno posto sul luogo una croce, un basamento, una targa e vi avevano collocato una cassetta con ossa ritrovate durante gli scavi che è stata poi rimossa dalle autorità. Non è escluso che tra quelle ossa ci fossero quelle del ben noto Belanzone, visto che Moretti aveva scoperto che era stato sepolto proprio in questa chiesa e che lui stesso aveva donato 20 denari per la salvezza della sua anima destinandoli ai restauri.
Lo stato di degrado della chiesa era già un problema nel 1500, quando è stato necessario l’intervento del mons. Tiranni. Prima che la chiesa fosse completamente abbandonata e il suo posto fosse preso dalla più comoda chiesa di S. Michele, non pochi erano i benefattori del paese che contribuivano al suo mantenimento con materiali o denari. Ma il cambiamento del paese portava la gente a raggiungere più facilmente la chiesa posta appena sotto le mura che venne trasformata e divenne l ‘unica, come già raccontato nella tappa 5.
Non lontano da qui c’era il convento di San Girolamo. Fu per volontà di due coniugi di Talacchio - Antonio Vagnini di Martino e Donna Maddalena di Gilio di Donato che fra Angelo di Corsica e i suoi compagni di Rimini vennero a Talacchio a costruire il convento in onore di San Girolamo, per assicurare loro la vita eterna lasciando il loro patrimonio agli eremiti. Venne consacrato nel 1476 e accolse emanuensi di grande fama. Oggi è ormai irriconoscibile perché trasformato in struttura ricettiva.